Shaolin business: il marketing del buon senso?
Lo Shaolin Business è senz’altro un fenomeno dal titolo bizzarro. Come si possono mettere insieme due cose apparentemente così distanti?
In realtà questi due mondi arroccati uno nel tempio dell’essere e l’altro nel tempio dell’avere possono coesistere, anzi collaborare.
Come?
Innanzitutto, mi sembra doveroso far una premessa e descrivere meglio il concetto dell’approccio filosofico Shaolin e quello un pò più “prosaico e materialista” del business.
La filosofia e stile di vita Shaolin nel tempio (nella provincia di Henan in Cina) rappresenta un punto di contatto tra la pratica meditativa buddhista e le arti marziali.
Il principio fondamentale dello Shaolin è quello di riuscire a passare costantemente dall’azione impetuosa a fasi di quiete e docilità.
Pertanto, questa disciplina si caratterizza per l’adozione di un particolare stato di coscienza: la mente è sgombra ma pronta ad agire e a reagire.
Questo stile estremamente dirompente e fluido è incentrato sulla continuità della azioni. Azione e reazione danzano insieme e tutte le parti del corpo sono interdipendenti.
A questo punto cosa c’entra quest’approccio filosofico da combattimento con il business il quale, per definizione, è l’arte di tendere al profitto ottimizzando gli sforzi in termini di tempo e di denaro?
Ebbene, qualcuno dirà che lo stile Shaolin applicato al business non è altro che l’arte di vincere la concorrenza e conquistare nuovi clienti.
Invece non è così.
L’arte dello Shaolin, almeno io personalmente la considero tale, è quella di saper agire e reagire per com-prendere ossia prendere con sé o su di sé determinate situazioni.
Ma il business in tutto questo?
Il VERO business (lo chiamo vero per differenziarlo dalla mera speculazione) in realtà non si basa sul concetto di “avversario”.
Per molti (troppi) anni, il business è stato basato sull’idea secondo la quale la concorrenza è vista come una minaccia e i clienti sono visti come obbiettivi (target).
In realtà il VERO business si basa su una dinamica anzi più precisamente su una RELAZIONE.
Non si vende/offre ciò che è si ha ma ciò che si rappresenta. Proprio come in una relazione interpresonale ci si frequenta e ci si scambiano beni o servizi sulla base di una relazione in cui uno offre all’altro ciò che rappresenta.
Visto in quest’ottica allora il business va interpretato come l’arte di intrattenere una relazione che sia il più possibile soddisfacente per entrambi e ovviamente duratura.
Come si ottiene tutto ciò?
Semplice: così come siete riusciti a frequentare o a mantenere relazioni tutti questi anni. Questa visione può sembrare troppo semplicistica ma, a ben vedere, i clienti sono persone che nel mondo del business siamo soliti “frequentare”.
Noi siamo clienti dei nostri clienti.
In questo caso la relazione è basata su una transazione e di solito si instaura (o si dovrebbe instaurare) un rapporto che è tanto forte quanto efficace è l’approccio filosofico che sta alla base del business.
Un cliente (e parlo con cognizione di causa) è stato abituato a decenni di:
- tele marketing
- e-mail marketing
- e ora basta marketing
- mi hai scocciato marketing
- etc.
Peranto il cliente di solito odia il marketing ossia odia il mercato di cui egli stesso è parte integrante.
A mio avviso questo è un danno ed una perdita di opportunità.
Di recente mi sono imbattuto in un nuovo feonomeno di marketing chiamato “Ninja Marketing”. L’approccio è sicuramente molto interessante ma la mia considerazione è orientata più verso la relazione che non verso la tecnica di vendita.
In realtà, sono pienamente convinto che l’approccio Shaolin si addica al mercato attuale perchè si basa non più sull’aggressione del cliente (“aggressione” intesa in senso etimologico “andare verso”) a tutti i costi ma sulla azione/reazione davanti alla manifestazione del cliente.
Che senso ha insistere nei confronti di un cliente sempre meno interessato?
Se io vi invitassi ogni giorno tre volte al giorno a prendere un “caffè” probabilmente assoldereste davvero un Ninja per farmi smettere definitivamente…
Non è meglio cercare di capire chi è e cosa vuole il cliente?
Eppure quando uno frequenta una persona ha (in genere) un approccio più efficace; forte e determinato ma senza eccessi.
Invece ciò non accade con la maggior parte dei clienti.
Pertanto, l’approccio dello “Shaolin marketing” che io definirei meglio come il marekting de “buon senso” prevede la conoscenza e la consapevolezza che il cliente va trattato come una persona “da frequentare”.
So che molti storcono il naso perchè occorre tempo e lo scopo dominante è massimizzare i guadagni nel minor tempo possibile ma il tempo ben investito porta sempre ad un RECIPROCO profitto più duraturo.
Prossimamente svilupperò in modo più approfondito l’approccio di Shaolin business applicato a casi concreti e sezioneremo insieme alcuni dei più noti e deleteri dogmi del marketing tradizionale…
